Le coppie ai tempi del Coronavirus

Un elemento caratterizzante il nostro contesto socio-culturale nei tempi odierni è la difficoltà a costruire relazioni di coppia durature e intime.
La diffusa precarietà lavorativa, il tardo svincolo dei figli dalle famiglie d’origine, i frenetici ritmi di vita, costituiscono fattori evidentemente interconnessi alla fragilità rilevata ma rischiano di offuscare gli aspetti psicologici ed emotivi coinvolti.
L’intimità è infatti resa possibile a partire da un sufficientemente livello di individuazione e differenziazione dei singoli partner, ovvero dalla definizione di sé come individui adulti emotivamente, non dipendenti dall’altro ma in relazione con esso.
È quindi fondamentale il proprio confine e spazio personale nella relazione con il partner, con la propria famiglia d’origine e con gli altri.
Per comprendere la relazione di coppia è necessario ampliare la prospettiva d’osservazione includendo il rapporto con le famiglie d’appartenenza dei due individui e le relazioni sociali.
Per una coppia con figli inoltre la genitorialità influenza ed è influenzata dalla qualità della relazione coniugale.
Talvolta una coppia in crisi inconsapevolmente triangola i figli, attribuendogli la funzione di difensori di un genitore contro l’altro o identificando e centralizzando “il figlio problematico” per deviare il conflitto coniugale.
Il livello di intimità che qualifica una relazione non fonda sul criterio della durata del legame ma sulla possibilità di realizzare una comunicazione autentica e scambi emotivi intensi e positivi, associati ad un benessere nel rapporto di coppia.
La coppia è considerata la struttura portante della famiglia ma è anche l’entità più fragile, specchio su cui si riflettono maggiormente le insoddisfazioni e i turbamenti individuali, essendo presumibilmente il rapporto di maggiore prossimità.

Coronavirus: isolamento e relazioni di coppia
L’isolamento imposto come misura preventiva e di intervento fondamentale per contenere la diffusione del contagio da covid19 sembra sconvolgere la quotidianità precedentemente scandita da ritmi incessanti e molteplici attività.
Numerose coppie, che prima erano abituate a ritrovarsi la sera a cena dopo giornate dense di impegni ora trascorrono 24h su 24h insieme senza possibilità di spazi esterni.
Oltre alle comprensibili preoccupazioni del momento invaso dalla diffusa angoscia di morte e dalle ripercussioni economiche, per molte persone è difficile stare in questa nuova dimensione. Questo tempo di arresto impone la necessità di fermarsi, facendo emergere come il precedente fare compulsivo era per molti un antidoto potente per difendersi dal sentire.
La costrizione in casa sollecita un ritorno all’essenziale, al contatto con sé stessi e con l’altro.
Presumibilmente in questa condizione esplodono le difficoltà individuali e familiari, nonché le crisi di coppia pre-esistenti camuffate dalle distrazioni quotidiane.
Anche per le coppie non in crisi può essere molto faticoso ristrutturare un equilibrio nella nuova organizzazione quotidiana.
L’eventuale presenza di figli inoltre evoca la necessità di recuperare un livello di interazione genitori-figli continuativo non mediato dalle altre agenzie educative e dalle attività extra-domestiche.

Come affrontare questo periodo? Elementi di riflessione
Pur non potendo generalizzare, riconoscendo la specificità di ogni relazione, è importante evidenziare aspetti emotivi e comportamentali che possono facilitare la gestione della quotidianità.

  • La relazione con sé stessi: è importante partire da un attento ascolto di sé per contrastare il rischio di proiettare sull’altro propri sentimenti, provocando tensioni e incomprensioni.
  • La comunicazione: una comunicazione efficace all’interno di una coppia si fonda sulla chiara espressione individuale dei propri bisogni, pensieri e vissuti emotivi.
    Spesso nei momenti di turbamento le persone ricorrono a dinamiche relazionali infantili fallimentari in cui vorrebbero essere comprese dall’altro senza esprimersi, ricevere aiuto senza chiederlo.
  • Spazi personali e confini: un buon livello di condivisione di coppia richiede la presenza di spazi personali, momenti di separazione in cui ciascuno può nutrire la propria individualità. All’interno dello stesso spazio fisico è comunque possibile ritagliarsi “angoli privati” , rispettando quelli dell’altro.
  • La genitorialità: la consapevolezza sull’interdipendenza della dimensione coniugale e genitoriale protegge dal rischio di far ripercuotere sul rapporto con i figli i nodi irrisolti nella relazione di coppia. È fondamentale recuperare una dimensione di co-genitorialità riconoscendo la complementarietà delle due figure genitoriali.
  • I contatti con le famiglie d’origine e la rete amicale: una coppia sufficientemente sana ha raggiunto un equilibrio tra vicinanza e separazione con entrambe le famiglie d’origine dei partner ed ha costruito buone relazioni amicali. In questo tempo è importante mantenere le interazioni sociali, ottimizzando l’utilizzo della tecnologia per accogliere il sano bisogno di confronto e relazione.
  • Il piacere: il rapporto con il piacere è spesso complesso ed evoca vissuti inconsci connessi a timori di perdita e lealtà familiari. Spesso concedersi momenti di piacere e positività apre alla paura di turbamenti e ripercussioni e alla possibilità di percepirsi distonici e sleali rispetto alle eventuali sofferenze della propria famiglia
    d’appartenenza. In un momento di dolore comunitario può quindi prevalere la tendenza a conformarsi ad un vissuto di disperazione e angoscia. Se da una parte è naturale percepirsi fragili e in pericolo, tristi e in ansia è altrettanto fondamentale per fronteggiare i pensieri mortiferi riscoprire momenti di piacere nella semplicità della condivisione, recuperare aspetti di vitalità in un buon pasto, in un bel film, in una lettura piacevole, nel gioco e nella musica.
    Valorizzare il piacere dello stare in relazione sentendosi isolati ma non soli.

Dalla frustrazione al desiderio
Il tempo del covid19 offre la possibilità di un’attenta riflessione sui valori fondamentali
dell’esistenza e fa luce sulla necessità di recuperare l’impegno nelle relazioni.
È immediato rintracciare le mancanze che in questo momento storico si percepiscono di fronte alle numerose restrizioni ma è altresì fondamentale riconoscere ciò che c’è e che spesso si rischia di dare per scontato.
Contattare le paure che si connettono alla possibilità di coltivare un buon livello di Intimità nel rapporto di coppia permette di creare lo spazio interno per sentirne il bisogno.
Attraverso la consapevolezza di sé stessi e di ciò che ci circonda è possibile individuare nella frustrazione una straordinaria opportunità di crescita e di maturazione, coltivando il diritto di sentire l’importanza di saper ancora desiderare.

A cura della Dott.ssa Giulia Gregorini

Psicologa – Psicoterapeuta